Il Tempio di Hera è il più antico dei tre grandi templi greci ancora conservati a Paestum. Sorge nel santuario meridionale dell'antica Poseidonia, poco distante dal grande tempio tradizionalmente conosciuto come Tempio di Nettuno.
La sua costruzione iniziò intorno al 560 a.C. e fu completata verso il 520 a.C., in una fase di forte sviluppo della città greca.
Perché viene chiamato Basilica?
Il Tempio di Hera è conosciuto anche con il nome di Basilica. Questa denominazione risale al XVIII secolo, quando i primi studiosi che osservarono le rovine non ne avevano ancora compreso correttamente la funzione e pensarono che l'edificio potesse essere una costruzione civile di epoca romana.
Le successive ricerche archeologiche hanno invece dimostrato che si trattava di un tempio greco dedicato a Hera, una delle principali divinità venerate nell'antica Poseidonia.
L'architettura del Tempio di Hera
Il tempio è uno dei più importanti esempi di architettura dorica arcaica della Magna Grecia.
L'edificio è circondato da una fila di colonne: nove sui lati brevi e diciotto sui lati lunghi. Le colonne presentano proporzioni robuste e capitelli molto schiacciati, caratteristiche tipiche della fase più antica dell'ordine dorico.
All'interno si trovava la cella, lo spazio sacro principale del tempio. Davanti ad essa era situato il pronao, mentre nella parte posteriore si trovava un ambiente chiuso, l'adyton, legato alle funzioni religiose del santuario.
Davanti alla facciata orientale del tempio si trovava inoltre l'altare destinato ai sacrifici e ai rituali, che nell'antica religione greca si svolgevano prevalentemente all'esterno dell'edificio sacro.
La decorazione del tempio
Il Tempio di Hera non appariva in origine con il colore uniforme della pietra che vediamo oggi.
Numerosi elementi ritrovati dagli archeologi hanno permesso di ricostruire parte della decorazione policroma del tetto, realizzata in terracotta dipinta. Tra questi figuravano elementi decorativi, antefisse con motivi vegetali e grondaie terminate con teste di leone.
Questi reperti ricordano che i templi greci erano edifici riccamente decorati e colorati, molto diversi dall'immagine completamente bianca o monocroma spesso associata all'architettura antica.
Il culto di Hera a Poseidonia
Hera, sorella e sposa di Zeus, occupava un ruolo centrale nella vita religiosa di Poseidonia.
La dedica del tempio alla dea è confermata dalle iscrizioni e dai numerosi oggetti votivi ritrovati nell'area del santuario.
Hera era venerata in relazione al matrimonio, alla maternità e alla fertilità, ma il suo culto a Poseidonia comprendeva anche altri aspetti della vita della comunità.
La grande importanza della dea è testimoniata non soltanto da questo tempio, ma dall'intera area sacra meridionale della città e dal grande Santuario di Hera alla foce del Sele, situato alcuni chilometri a nord di Paestum.
Il Tempio di Hera oggi
Nonostante la perdita del tetto, delle pareti superiori e di gran parte degli ambienti interni, la monumentale successione delle colonne permette ancora oggi di comprendere le dimensioni e l'imponenza dell'edificio.
Il Tempio di Hera rappresenta una delle testimonianze fondamentali della prima fase monumentale di Poseidonia e permette di osservare direttamente alcune delle caratteristiche dell'architettura dorica arcaica sviluppatasi nelle colonie greche dell'Italia meridionale.


