
Il Santuario di Hera alla foce del Sele, noto anche come Heraion del Sele, era uno dei più importanti luoghi di culto dell’antica Poseidonia.
Si trova circa 10 km a nord di Paestum, nei pressi del fiume Sele, in un’area che nell’antichità segnava il limite settentrionale del territorio controllato dalla città greca.
Il santuario era dedicato a Hera Argiva e rappresentava non soltanto un importante centro religioso, ma anche un luogo simbolico di confine tra il territorio greco di Poseidonia e le popolazioni stanziate a nord del Sele.
Il mito di Giasone e Hera Argiva
Secondo un’antica tradizione, la fondazione del santuario era collegata a Giasone, il leggendario capo degli Argonauti.
Durante il viaggio di ritorno dopo la conquista del Vello d’Oro, Giasone avrebbe consacrato presso la foce del Sele un santuario a Hera, la dea di Argo.
Al di là del racconto mitologico, le testimonianze archeologiche dimostrano che il santuario venne fondato dai coloni greci nel VI secolo a.C., contemporaneamente allo sviluppo dell’antica Poseidonia.
Un santuario al confine del territorio di Poseidonia
La posizione del santuario aveva un’importanza particolare.
Il fiume Sele costituiva un limite naturale della chora, cioè il territorio controllato da Poseidonia. A nord si estendevano aree culturalmente legate al mondo etrusco, mentre a sud iniziava il territorio della colonia greca.
Il Santuario di Hera si trovava quindi in una zona di frontiera, ma anche di incontro e di scambio tra popolazioni e culture differenti.
Il primo tempio e le metope arcaiche
Durante gli scavi furono individuati i resti di un antico edificio di culto e recuperato uno straordinario ciclo di metope scolpite in arenaria.
Le lastre raffigurano episodi della mitologia greca, tra cui le imprese di Eracle e vicende legate agli dèi e agli eroi della guerra di Troia.
Le metope erano originariamente completate con il colore e costituiscono una delle testimonianze più importanti della scultura arcaica della Magna Grecia.
Gli originali sono oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum, il cui primo nucleo espositivo fu progettato proprio per ospitare questi eccezionali reperti.
Il grande Tempio di Hera
Intorno al 500 a.C. il primo edificio sacro venne sostituito da un nuovo e monumentale tempio dorico.
Il tempio era circondato da 8 colonne sui lati brevi e 17 sui lati lunghi e davanti ad esso si trovavano due grandi altari destinati alle cerimonie religiose.
Dell’edificio rimangono oggi soprattutto il basamento e diversi elementi architettonici. Tra i reperti provenienti da questa fase figurano capitelli, elementi della cornice, gocciolatoi a testa di leone e un secondo gruppo di metope con figure femminili.
Il culto di Hera
Hera occupava un ruolo centrale nella religione di Poseidonia.
La dea era associata alla giovinezza, al matrimonio, alla fertilità, alle nascite e alla protezione della comunità, ma anche ai cicli naturali, ai raccolti e alle greggi.
Gli scavi del santuario hanno restituito migliaia di offerte votive: statuette in terracotta, oggetti in bronzo, osso e avorio, ornamenti, ceramiche e raffigurazioni della stessa Hera.
La dea compare spesso seduta in trono e può essere rappresentata con simboli come la melagrana, legata alla fertilità.
L’Edificio Quadrato e il culto femminile
Il santuario continuò a essere frequentato anche dopo il passaggio di Poseidonia sotto il controllo dei Lucani.
Intorno al 400 a.C. fu costruito un particolare edificio di forma quadrata nel quale gli archeologi hanno trovato centinaia di pesi da telaio, ceramiche collegate alle cerimonie matrimoniali e altri oggetti appartenenti alla vita domestica.
Questi ritrovamenti hanno portato a interpretare l’edificio come uno spazio frequentato prevalentemente da donne, forse giovani impegnate in rituali di preparazione al matrimonio e in attività come la tessitura.
La scoperta del Santuario di Hera
Il santuario rimase per secoli nascosto nella pianura del Sele.
La sua riscoperta moderna iniziò negli anni Trenta del Novecento grazie agli archeologi Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco.
Le loro campagne di scavo portarono alla luce gli edifici del santuario, migliaia di oggetti votivi e il celebre ciclo delle metope arcaiche.
La scoperta fu così importante da contribuire direttamente alla nascita del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, inaugurato nel 1952.
Il Museo Narrante di Hera Argiva
Accanto all’area archeologica si trova la Masseria Procuriali, un edificio rurale degli anni Trenta del Novecento successivamente trasformato nel Museo Narrante di Hera Argiva.
Inaugurato nel 2001, il Museo utilizza ricostruzioni, installazioni multimediali, immagini e suoni per raccontare il santuario, il paesaggio della foce del Sele e i rituali dedicati alla dea.
Il complesso museale è interessato da interventi di riallestimento e valorizzazione collegati al più ampio progetto di recupero dell’intera area dell’Heraion.
Il nuovo percorso “Il tempio al confine”
Dal dicembre 2025 il Santuario di Hera è nuovamente visitabile attraverso il percorso “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”.
Il progetto permette di leggere insieme archeologia e paesaggio e comprende nuovi percorsi, pannelli informativi, mappe tattili, aree di sosta e il Giardino di Hera, nel quale sono state piantate specie mediterranee come melograni, querce, mirto, lavanda e rosmarino, ispirate alla vegetazione documentata nel santuario antico.
Visitare il Santuario di Hera sul Sele
Il Santuario si trova in località Foce Sele, a circa 10 km dall’area archeologica di Paestum.
Le modalità di accesso, i giorni e gli orari di visita possono cambiare nel corso dell’anno. Prima della visita è quindi consigliabile verificare sempre le informazioni aggiornate pubblicate dai Parchi Archeologici di Paestum e Velia.
Il Santuario di Hera alla foce del Sele completa la visita dell’antica Poseidonia e permette di comprendere meglio il rapporto tra la città, il suo territorio e uno dei culti più importanti della Magna Grecia.


