Il Tempio di Atena sorge nella parte settentrionale dell'antica Poseidonia, in posizione separata rispetto ai due grandi templi del santuario meridionale.
Costruito intorno al 500 a.C., è il secondo in ordine cronologico dei tre grandi templi dorici oggi conservati a Paestum: successivo al Tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, e precedente al grande Tempio di Nettuno.
La sua architettura è particolarmente interessante perché unisce elementi dell'ordine dorico e dell'ordine ionico, mostrando il passaggio dalle forme arcaiche verso soluzioni che saranno sviluppate nell'architettura greca del periodo classico.
Perché veniva chiamato Tempio di Cerere?
Per molto tempo il monumento è stato conosciuto anche come Tempio di Cerere, nome attribuito dagli studiosi prima che la ricerca archeologica permettesse di comprendere meglio la funzione del santuario.
Il ritrovamento nell'area di numerose offerte votive, tra cui statuette associate alla dea Atena, ha portato gli archeologi ad attribuire il tempio alla dea Atena.
Oggi il monumento è quindi generalmente identificato come Tempio di Atena, denominazione utilizzata anche dal Parco Archeologico di Paestum.
L'architettura del Tempio di Atena
Il tempio presenta una pianta rettangolare circondata da una peristasi di 6 colonne sui lati brevi e 13 sui lati lunghi.
Le colonne esterne sono di ordine dorico e sostenevano la trabeazione e il fregio caratterizzato dalla tradizionale alternanza di triglifi e metope.
Particolarmente riconoscibile è il frontone, ancora conservato per una parte considerevole e caratterizzato da proporzioni che contribuiscono all'aspetto slanciato dell'edificio.
La struttura interna era relativamente semplice e comprendeva un ampio pronao e la cella destinata al culto della divinità.
L'incontro tra ordine dorico e ionico
Una delle caratteristiche più importanti del Tempio di Atena è la presenza, all'interno del pronao, di colonne di ordine ionico inserite in un edificio prevalentemente dorico.
Il pronao era infatti preceduto da sei colonne ioniche, delle quali rimangono soprattutto le basi. Alcuni capitelli appartenenti a queste colonne sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum.
La presenza contemporanea dei due ordini architettonici rappresenta una soluzione particolarmente innovativa per l'epoca e costituisce uno degli aspetti di maggiore interesse del monumento.
Il Tempio di Atena occupa quindi una posizione importante nell'evoluzione dell'architettura greca tra la fine dell'età arcaica e l'inizio del periodo classico.
Il santuario settentrionale di Poseidonia
Il tempio non era un edificio isolato, ma il principale monumento religioso del santuario settentrionale dell'antica Poseidonia.
L'area sacra si trovava su uno dei punti più elevati della città e aveva una lunga storia. Le ricerche archeologiche hanno infatti individuato tracce di strutture di culto precedenti al tempio che possiamo osservare oggi.
La costruzione monumentale intorno al 500 a.C. rappresentò quindi una nuova fase di un santuario che aveva già avuto un ruolo importante nella vita religiosa della città.
Il Tempio di Atena oggi
Il Tempio di Atena è uno dei monumenti meglio conservati dell'area archeologica di Paestum.
Sono ancora visibili gran parte del colonnato esterno, la trabeazione e importanti porzioni dei frontoni, mentre gli ambienti interni sono conservati in misura minore.
La sua posizione, le proporzioni dell'edificio e soprattutto l'incontro tra elementi dorici e ionici permettono di comprendere un momento fondamentale dell'evoluzione dell'architettura dell'antica Poseidonia.
Insieme al Tempio di Hera e al Tempio di Nettuno, costituisce una delle testimonianze più importanti lasciate dalla civiltà greca a Paestum.


