
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum si trova accanto all'area archeologica e conserva reperti fondamentali per conoscere la storia dell'antica Poseidonia-Paestum e del territorio circostante.
Fondato nel 1952, il Museo raccoglie materiali provenienti da oltre un secolo di scavi e ricerche. Il percorso espositivo completamente rinnovato permette oggi di attraversare oltre 40.000 anni di storia, dalle prime testimonianze della presenza umana nel territorio fino all'età moderna e alle più recenti scoperte archeologiche.
Tra le opere più celebri conservate nel museo si trovano la Tomba del Tuffatore, le metope provenienti dal Santuario di Hera alla foce del Sele e la straordinaria collezione di tombe dipinte di epoca lucana.
Il nuovo allestimento del Museo
Il lungo progetto di rinnovamento del Museo, iniziato nel 2019 e sviluppato attraverso successive aperture, è stato completato nell'agosto del 2026.
Il nuovo percorso non racconta soltanto la città racchiusa all'interno delle mura di Paestum, ma anche il territorio che la circondava: necropoli, santuari, insediamenti, aree produttive e luoghi di culto permettono di ricostruire il rapporto tra Poseidonia e il suo paesaggio.
L'esposizione accompagna il visitatore dalla preistoria alla fondazione della città greca, attraverso il periodo lucano e romano, fino alla riscoperta di Paestum e alla ricerca archeologica contemporanea.
Dalla preistoria alla città greca
Le prime sezioni del Museo raccontano la lunga storia del territorio precedente alla fondazione di Poseidonia.
Il percorso prosegue con la nascita e lo sviluppo della città greca, i suoi santuari, gli spazi pubblici e le testimonianze della vita religiosa e quotidiana.
Reperti archeologici, ricostruzioni e apparati didattici permettono di comprendere meglio anche i monumenti ancora visibili nell'area archeologica.
Le metope del Santuario di Hera
Uno dei nuclei storici più importanti del Museo è costituito dalle metope scolpite provenienti dal Santuario di Hera alla foce del Sele, situato alcuni chilometri a nord dell'antica città.
Le metope arcaiche, datate intorno al 570-560 a.C., decoravano un edificio sacro del santuario e rappresentano episodi del mito greco, tra cui le imprese di Eracle.
Proprio per ospitare queste straordinarie sculture fu concepito il primo nucleo del Museo di Paestum.
Accanto alle metope sono conservati numerosi reperti provenienti dall'Heraion, tra cui terrecotte, ceramiche e oggetti votivi che testimoniano la grande importanza del culto di Hera nel territorio di Poseidonia.
La Tomba del Tuffatore
La Tomba del Tuffatore è probabilmente il reperto più famoso del Museo Archeologico di Paestum.
Scoperta nel 1968 nella necropoli di Tempa del Prete e datata intorno al 480-470 a.C., è un caso eccezionale nel panorama della pittura greca.
Le pareti interne della sepoltura mostrano scene legate al simposio, mentre sulla lastra di copertura è raffigurato un giovane che si tuffa verso uno specchio d'acqua.
Il significato preciso della scena rimane oggetto di interpretazione, anche se il tuffo viene spesso letto come una possibile metafora del passaggio dalla vita alla morte.
Le tombe dipinte di Paestum
Il Museo conserva una delle più importanti collezioni di tombe dipinte dell'Italia meridionale.
La pratica della pittura funeraria si diffuse soprattutto durante il periodo lucano, tra il V e i primi decenni del III secolo a.C.
Le lastre raffigurano guerrieri, combattimenti, gare, cortei, scene di commiato e altri momenti che permettono di conoscere valori, rituali e organizzazione sociale delle comunità che vivevano nel territorio pestano.
Con il completamento del nuovo allestimento nel 2026, l'intera collezione delle tombe dipinte è tornata pienamente visitabile e alcune opere precedentemente conservate nei depositi sono entrate per la prima volta nell'esposizione permanente.
Paestum in epoca romana
Una parte del percorso è dedicata alla trasformazione della città dopo la fondazione della colonia latina nel 273 a.C.
I reperti permettono di seguire i cambiamenti dell'organizzazione urbana e sociale di Paestum, osservabili anche nell'area archeologica attraverso il Foro, il Comizio, l'Anfiteatro, le domus e gli altri edifici della città romana.
Il racconto prosegue fino alla tarda antichità e alla successiva riscoperta di Paestum, diventata dal XVIII secolo una delle grandi mete del Grand Tour europeo.
Oltre il Museo e i nuovi scavi
Il nuovo percorso comprende anche la sezione “Oltre il Museo”, dedicata ai depositi e al lavoro che normalmente avviene dietro le quinte di un museo archeologico.
La sezione “Nuovi scavi e ricerche” presenta invece le attività archeologiche più recenti condotte a Paestum e nel suo territorio.
Il Museo non racconta quindi soltanto ciò che è stato scoperto in passato, ma permette di seguire una ricerca archeologica ancora attiva e in continua evoluzione.
Un Museo accessibile
Il rinnovamento ha interessato anche l'accessibilità.
Un percorso tattile accompagna oggi la visita nelle diverse sale attraverso riproduzioni tridimensionali, supporti dedicati e didascalie anche in Braille.
L'obiettivo è rendere il patrimonio archeologico di Paestum comprensibile e accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Museo e area archeologica
Visitare il Museo insieme all'area archeologica permette di comprendere molto meglio la storia di Paestum.
I templi, il Foro e gli altri monumenti mostrano gli spazi nei quali si svolgeva la vita della città; i reperti conservati nel Museo permettono invece di conoscere le persone che la abitavano, le loro credenze, le attività quotidiane, i rituali funerari e i rapporti con il territorio.
Per gli orari di apertura, le tariffe e le modalità di ingresso aggiornate, consulta la nostra pagina dedicata a orari e biglietti di Paestum.
Indirizzo: Via Magna Grecia, 919 – 84047 Capaccio Paestum (SA)


