La Magna Grecia

La Magna Grecia, termine che letteralmente significa "Grande Grecia", si riferisce alle aree dell'Italia meridionale che furono intensamente colonizzate da popolazioni greche a partire dal VIII secolo a.C. Questa regione storica includeva parti dell'attuale Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, e Sicilia.

Le colonie greche della Magna Grecia furono fondate in un periodo in cui la Grecia stessa stava sperimentando un sovrappopolamento e una carenza di risorse, spingendo molte comunità a cercare nuove terre. Queste colonie non erano semplici avamposti, ma divennero città- stato indipendenti e fiorenti, come Taranto, Siracusa, Reggio Calabria, e Crotone. Leggi tutto >>

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Moneta raffigurante Poseidone (inizio V sec.)

Paestum è uno dei più importanti siti archeologici della Magna Grecia. La città attraversò oltre un millennio di storia, cambiando popolazione, cultura e persino nome: Poseidonia per i Greci, Paistom durante il periodo lucano e infine Paestum con i Romani.

I suoi templi, le mura, il foro, l’anfiteatro e le numerose testimonianze conservate nel Museo Archeologico raccontano ancora oggi le diverse fasi della sua lunga storia.

Le origini e la fondazione di Poseidonia

L’antica città di Poseidonia fu fondata all’inizio del VI secolo a.C., probabilmente intorno al 600 a.C., da coloni greci provenienti da Sibari, una delle più importanti città achee della Magna Grecia.

Il nome Poseidonia derivava da Poseidone, dio greco del mare, al quale la città era particolarmente legata.

La posizione scelta per l’insediamento era favorevole: una fertile pianura vicina al mare, attraversata da importanti vie di comunicazione e adatta sia all’agricoltura sia agli scambi commerciali.

Poseidonia conobbe rapidamente un notevole sviluppo economico e urbano.

La città greca e i grandi templi

Tra il VI e il V secolo a.C. Poseidonia raggiunse uno dei momenti di maggiore prosperità.

In questo periodo furono costruiti i monumenti che ancora oggi rappresentano Paestum nel mondo. Nel santuario meridionale sorse il grande Tempio di Hera, tradizionalmente chiamato “Basilica”, realizzato tra il 560 e il 520 a.C. circa.

Nella parte settentrionale della città venne edificato il Tempio di Atena, mentre intorno al 460 a.C. fu completato il grande tempio dorico tradizionalmente conosciuto come Tempio di Nettuno.

I tre templi non furono quindi costruiti contemporaneamente, ma testimoniano diverse fasi dello sviluppo dell’architettura greca a Poseidonia.

La città possedeva inoltre un’agorà, santuari, edifici pubblici e quartieri residenziali organizzati secondo un preciso impianto urbano.

A questa fase appartiene anche uno dei reperti più celebri provenienti dal territorio pestano: la Tomba del Tuffatore, datata intorno al 480-470 a.C. e oggi conservata nel Museo Archeologico di Paestum.

Paestum sotto i Lucani

Alla fine del V secolo a.C. Poseidonia passò sotto il controllo dei Lucani, popolazione italica insediata in gran parte dell’Italia meridionale.

Il passaggio non determinò la distruzione della città. Al contrario, nel IV secolo a.C. Paistom conobbe un periodo di grande vitalità e una significativa crescita demografica.

La cultura greca e quella lucana entrarono progressivamente in contatto, come dimostrano soprattutto le numerose tombe dipinte e i corredi funerari rinvenuti nelle necropoli.

Per un breve periodo, durante la spedizione di Alessandro il Molosso nell’Italia meridionale, la città tornò sotto controllo greco. I Lucani la recuperarono però nel 331-330 a.C.

La colonia romana di Paestum

Nel 273 a.C. Roma fondò nella città una colonia di diritto latino. Da questo momento si affermò definitivamente il nome Paestum.

L’arrivo dei Romani modificò profondamente l’organizzazione urbana. L’antica agorà greca lasciò progressivamente spazio al foro romano, attorno al quale furono costruiti nuovi edifici pubblici e religiosi.

Alla fase romana appartengono anche l’anfiteatro, abitazioni, terme, botteghe e numerose altre strutture ancora riconoscibili nell’area archeologica.

Paestum mantenne per lungo tempo una notevole importanza economica, soprattutto grazie alla fertilità del territorio circostante. La città conservò inoltre stretti rapporti con Roma e continuò a essere un importante centro agricolo anche durante il tardo Impero.

Il declino della città

La fine dell’Impero romano d’Occidente non coincise con la scomparsa immediata di Paestum.

La città continuò a essere abitata durante la tarda antichità e divenne anche sede vescovile almeno dal V secolo d.C.

Nei secoli successivi iniziò tuttavia un progressivo declino. Le mutate condizioni economiche e ambientali e la crescente insicurezza del territorio contribuirono alla riduzione dell’abitato. Le incursioni saracene del IX secolo rappresentarono un ulteriore momento di crisi.

La popolazione si spostò progressivamente verso zone più sicure dell’interno e l’antica città venne gradualmente abbandonata.

La riscoperta di Paestum

Per molti secoli i grandi templi rimasero circondati dalla campagna e dalla vegetazione.

A partire dal XVIII secolo Paestum tornò ad attirare l’attenzione di studiosi, artisti, architetti e viaggiatori europei. La città divenne una delle tappe più affascinanti del Grand Tour, il lungo viaggio attraverso l’Italia compiuto dagli intellettuali e dai giovani aristocratici europei.

I templi dorici di Paestum esercitarono una profonda influenza sugli studi dell’architettura greca e sulla cultura neoclassica europea.

Nel corso del Novecento gli scavi archeologici hanno progressivamente riportato alla luce vaste parti della città antica e delle sue necropoli, permettendo di ricostruire con sempre maggiore precisione la storia di Poseidonia-Paestum.

Oggi l’area archeologica conserva una straordinaria testimonianza dell’incontro tra cultura greca, lucana e romana, rendendo Paestum uno dei luoghi fondamentali per comprendere la storia della Magna Grecia e dell’Italia antica.

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