Il Tempio di Nettuno è il più grande e monumentale dei tre templi greci conservati a Paestum e uno degli esempi più straordinari di architettura dorica giunti fino a noi.
Sorge nel santuario meridionale dell'antica Poseidonia, accanto al più antico Tempio di Hera, conosciuto anche come Basilica. La sua costruzione fu completata intorno al 460 a.C., nel pieno dell'età classica greca.
Perché si chiama Tempio di Nettuno?
Il nome Tempio di Nettuno è tradizionale e non corrisponde a un'attribuzione certa dell'edificio.
Quando Paestum tornò a essere oggetto di studio a partire dal XVIII secolo, il tempio fu associato a Nettuno, equivalente romano del dio greco Poseidone, dal quale derivava anche il nome dell'antica città di Poseidonia.
Le successive ricerche archeologiche non hanno però confermato questa identificazione. La divinità alla quale il tempio era realmente dedicato rimane incerta e tra le ipotesi più accreditate figurano Hera e Apollo.
Per questo motivo si parla talvolta di “Tempio cosiddetto di Nettuno”, pur continuando a utilizzare il nome tradizionale con cui il monumento è universalmente conosciuto.
L'architettura del Tempio di Nettuno
Il tempio presenta una pianta rettangolare circondata da una peristasi di 6 colonne sui lati brevi e 14 sui lati lunghi.
Le colonne sono di ordine dorico e sostengono la trabeazione con il caratteristico fregio formato dall'alternanza di triglifi e metope.
Le proporzioni dell'edificio sono particolarmente armoniose e testimoniano la piena maturità raggiunta dall'architettura dorica nel V secolo a.C.
All'interno si trovava la cella, lo spazio sacro principale del tempio. La struttura interna era articolata da due file di colonne disposte su due livelli, una soluzione che contribuiva a sostenere la copertura e rendeva particolarmente monumentale lo spazio interno.
Davanti alla facciata orientale si trovava l'altare, dove si svolgevano sacrifici e cerimonie religiose.
Un tempio originariamente ricco di colori
Come gli altri grandi edifici religiosi dell'antica Grecia, il Tempio di Nettuno non aveva originariamente l'aspetto uniforme della pietra che possiamo osservare oggi.
Parti dell'edificio e della decorazione architettonica erano dipinte con colori vivaci. Nel corso dei secoli i pigmenti sono quasi completamente scomparsi, contribuendo alla moderna immagine dei templi greci come costruzioni monocrome.
In origine l'effetto visivo doveva quindi essere molto diverso, con elementi architettonici e decorativi colorati che contribuivano alla monumentalità dell'edificio.
Il Tempio di Nettuno e il santuario meridionale
Il Tempio di Nettuno faceva parte del grande santuario meridionale di Poseidonia, uno dei principali spazi religiosi della città.
Nella stessa area sorge il più antico Tempio di Hera, costruito nel VI secolo a.C.
La vicinanza dei due edifici permette oggi di osservare direttamente l'evoluzione dell'architettura dorica a Paestum: dalle forme più arcaiche e robuste del Tempio di Hera alle proporzioni più equilibrate e mature del Tempio di Nettuno.
Gli scavi effettuati nel santuario hanno inoltre restituito numerosi oggetti votivi e testimonianze della vita religiosa dell'antica Poseidonia.
Uno dei templi greci meglio conservati
Lo straordinario stato di conservazione rende il Tempio di Nettuno uno dei monumenti più importanti dell'area archeologica di Paestum.
Sono ancora in piedi tutte le colonne della peristasi, gran parte della trabeazione e i due frontoni. Sono inoltre conservate diverse strutture interne, che permettono di comprendere l'organizzazione originaria dell'edificio molto meglio di quanto sia possibile in molti altri templi del mondo greco.
Il Tempio di Nettuno rappresenta quindi una testimonianza fondamentale dell'architettura della Magna Grecia e uno dei simboli più riconoscibili dell'antica Poseidonia.


