
Parmenide di Elea fu uno dei più importanti filosofi presocratici e la figura centrale della Scuola Eleatica, sviluppatasi nell'antica Elea, città della Magna Grecia corrispondente all'attuale Velia, nel Cilento.
Visse tra la fine del VI e la prima metà del V secolo a.C., ma le date precise della sua nascita e della sua morte non sono conosciute con certezza. La sua riflessione sull'essere, sulla conoscenza e sul rapporto tra ragione e percezione esercitò un'influenza fondamentale sulla filosofia greca successiva.
Parmenide e la città di Elea
Elea era stata fondata sulla costa tirrenica dell'Italia meridionale dai Focei e divenne uno dei principali centri culturali della Magna Grecia.
Parmenide nacque e svolse la propria attività in questa città. Le fonti antiche gli attribuiscono anche un ruolo nella vita pubblica di Elea e una tradizione riportata da autori successivi afferma che contribuì alla legislazione della comunità.
La sua figura rimase profondamente legata alla città. Un ritratto di epoca romana rinvenuto nell'area archeologica dell'antica Elea reca un'iscrizione con il nome di Parmenide e la definizione di filosofo della natura, oltre a un riferimento ad Apollo Oulios, Apollo guaritore.
La Scuola Eleatica
Parmenide è considerato il principale rappresentante della Scuola Eleatica, una delle correnti più originali della filosofia greca antica.
La nascita dell'Eleatismo viene tradizionalmente collegata anche a Senofane di Colofone, ma gli studiosi moderni sono prudenti nel considerarlo direttamente il fondatore della scuola o il maestro di Parmenide.
Fu soprattutto con Parmenide che il pensiero eleatico assunse una forma filosofica compiuta. Il suo più celebre continuatore fu Zenone di Elea, che elaborò una serie di argomenti destinati a difendere le posizioni del maestro sulle difficoltà implicate nei concetti di molteplicità e movimento.
Grazie a Parmenide e Zenone, Elea divenne uno dei luoghi più importanti nella storia del pensiero antico.
Il poema di Parmenide
Parmenide espose la propria filosofia in un poema composto in versi esametri e tradizionalmente conosciuto con il titolo Sulla natura, anche se questo titolo potrebbe non essere quello originale.
Dell'opera sono sopravvissuti soltanto alcuni frammenti, conservati grazie alle citazioni di filosofi e commentatori antichi.
Il poema si apre con un celebre viaggio simbolico. Il protagonista viene trasportato su un carro fino alla dimora di una dea, che gli rivela le diverse vie attraverso le quali l'uomo può cercare la conoscenza.
Il racconto utilizza immagini religiose e poetiche, ma introduce nello stesso tempo una delle più rigorose riflessioni filosofiche dell'antichità.
La via della verità
Al centro del pensiero di Parmenide si trova la riflessione su ciò che è, cioè sull'essere.
La ragione conduce, secondo il filosofo, a riconoscere che ciò che è non può provenire dal non essere e non può trasformarsi nel non essere. L'essere viene quindi descritto come ingenerato, imperituro, continuo e non soggetto al mutamento.
Questa argomentazione rappresentò una svolta nella filosofia greca. Parmenide non cercava semplicemente di individuare l'elemento dal quale derivano le cose, come avevano fatto alcuni pensatori precedenti, ma si interrogava sulle condizioni stesse che rendono possibile pensare e parlare della realtà.
Verità e opinioni dei mortali
Una parte fondamentale del poema distingue la conoscenza raggiunta attraverso il ragionamento dalle opinioni dei mortali, legate al mondo così come appare nell'esperienza quotidiana.
Tradizionalmente questa distinzione è stata interpretata come un'opposizione radicale tra una realtà vera, immutabile, e un mondo sensibile soltanto apparente.
Gli studi moderni hanno però mostrato che il pensiero di Parmenide è più complesso. La seconda parte del poema conteneva infatti una vera e propria cosmologia, nella quale il filosofo affrontava fenomeni astronomici, naturali e fisiologici.
Il rapporto preciso tra la via della verità e la descrizione del mondo percepibile continua ancora oggi a essere uno dei problemi più discussi nell'interpretazione di Parmenide.
Parmenide e la conoscenza razionale
Uno degli aspetti più innovativi della filosofia parmenidea è il ruolo attribuito al ragionamento.
La verità non può dipendere semplicemente da ciò che appare ai sensi. Il pensiero deve seguire un percorso coerente e riconoscere quali possibilità possano realmente essere concepite senza contraddizione.
Con Parmenide la filosofia greca sviluppò così una nuova attenzione verso il rapporto tra essere, pensiero e linguaggio. I suoi argomenti contribuirono alla nascita di problemi che sarebbero diventati centrali nella metafisica e nella logica occidentali.
Zenone e l'eredità di Parmenide
Il pensiero di Parmenide fu sviluppato soprattutto da Zenone di Elea, tradizionalmente considerato suo discepolo.
I celebri paradossi di Zenone sul movimento e sulla molteplicità possono essere letti nel contesto della difesa delle tesi eleatiche. Attraverso ragionamenti apparentemente paradossali, Zenone mostrava le difficoltà che sorgono accettando senza esame concetti come spazio, movimento, divisibilità e pluralità.
L'influenza di Parmenide andò tuttavia molto oltre la Scuola Eleatica.
Pensatori come Empedocle, Anassagora e gli atomisti dovettero confrontarsi con i problemi sollevati dalla sua filosofia. Anche Platone e Aristotele dedicarono grande attenzione alle sue idee e al problema del rapporto tra essere e divenire.
Parmenide e Velia oggi
Il legame tra Parmenide e la Magna Grecia è ancora oggi particolarmente visibile a Velia, dove sono conservati i resti dell'antica Elea.
Visitare il sito archeologico permette di conoscere il luogo nel quale nacque e si sviluppò una delle più importanti scuole filosofiche dell'antichità. L'Acropoli, Porta Rosa, le terme, gli edifici pubblici e le testimonianze archeologiche raccontano la storia della città che fu patria di Parmenide e Zenone.
Elea non fu quindi soltanto un importante centro politico e commerciale della Magna Grecia, ma uno dei luoghi nei quali nacquero alcune delle domande fondamentali della filosofia occidentale: che cosa significa essere, che cosa possiamo conoscere e quale rapporto esiste tra ragione e realtà.
Fonti
Stanford Encyclopedia of Philosophy, Parmenides.
Internet Encyclopedia of Philosophy, Parmenides of Elea.
Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei filosofi illustri, libro IX.
Platone, Parmenide.
Aristotele, Metafisica e Fisica.
Diels H. – Kranz W., Die Fragmente der Vorsokratiker.
