
Filolao di Crotone fu uno dei più importanti filosofi della tradizione pitagorica e uno dei protagonisti del pensiero scientifico della Magna Grecia. Visse probabilmente tra il 470 e il 385 a.C. circa, quindi nella stessa epoca di Socrate.
Le informazioni sulla sua vita sono frammentarie. Le fonti antiche non concordano neppure completamente sulla sua città d'origine: alcune lo indicano come originario di Crotone, altre lo collegano a Taranto. La tradizione più diffusa, tuttavia, lo identifica come Filolao di Crotone.
La sua importanza deriva soprattutto dall'elaborazione di una filosofia nella quale numero, armonia e struttura del cosmo sono strettamente collegati.
Filolao e la tradizione pitagorica
Filolao appartiene alla generazione successiva a Pitagora, morto diversi decenni prima della sua nascita. Non fu quindi un discepolo diretto del fondatore del pitagorismo.
La sua filosofia si sviluppò nell'ambiente culturale nato dalle comunità pitagoriche della Magna Grecia, ma Filolao non deve essere considerato semplicemente un interprete delle idee di Pitagora.
Fu un pensatore originale, influenzato sia dalla tradizione pitagorica sia dai grandi problemi affrontati dai filosofi presocratici del V secolo a.C.
Secondo alcune testimonianze soggiornò anche a Tebe, dove avrebbe insegnato a Simmia e Cebete, due personaggi che compaiono nel Fedone di Platone.
L'opera di Filolao
A Filolao viene attribuito un libro generalmente indicato con il titolo Sulla natura.
È probabilmente uno dei primi testi scritti appartenenti alla tradizione pitagorica. Questo elemento è particolarmente significativo perché Pitagora non lasciò opere scritte e gran parte degli insegnamenti delle prime comunità pitagoriche veniva trasmessa oralmente.
Dell'opera di Filolao sono sopravvissuti soltanto alcuni frammenti riportati da autori successivi. Nel corso dell'antichità gli furono inoltre attribuiti altri scritti oggi considerati non autentici.
Gli studiosi moderni ritengono comunque genuino un nucleo consistente dei frammenti conservati, sufficiente per ricostruire alcuni aspetti fondamentali del suo pensiero.
Limitato e illimitato
Al centro della filosofia di Filolao si trova la distinzione tra ciò che limita e ciò che è illimitato.
Secondo il filosofo, il cosmo e tutte le cose che ne fanno parte derivano dalla combinazione di questi due principi.
Gli elementi illimitati possono essere concepiti come realtà prive in origine di una determinazione precisa, mentre gli elementi limitanti introducono ordine, misura e struttura.
La realtà nasce quando questi elementi differenti vengono uniti attraverso una particolare relazione che Filolao definisce armonia.
L'armonia non indica semplicemente una condizione piacevole o equilibrata, ma il principio attraverso il quale elementi diversi vengono organizzati in una struttura ordinata.
Numero e conoscenza
Il numero svolge un ruolo fondamentale nel pensiero di Filolao.
Secondo i frammenti conservati, la realtà può essere conosciuta perché possiede una struttura determinabile attraverso rapporti numerici. Senza il numero sarebbe impossibile comprendere con precisione le relazioni tra le cose.
Filolao non affermava semplicemente che tutte le cose fossero materialmente costituite da numeri. La sua concezione era più complessa: il numero permette di descrivere il modo in cui elementi limitanti e illimitati vengono organizzati attraverso l'armonia.
Un esempio particolarmente evidente di questo principio si trova nella musica.
Gli intervalli musicali possono infatti essere espressi attraverso rapporti numerici semplici. L'ottava, la quinta e la quarta corrispondono a precise proporzioni tra numeri, mostrando come una struttura armonica possa essere descritta matematicamente.
La musica offriva quindi un modello attraverso il quale comprendere più in generale l'ordine della natura.
Il cosmo di Filolao
Uno degli aspetti più originali del pensiero di Filolao riguarda la sua concezione dell'universo.
Nel suo sistema la Terra non occupava il centro del cosmo.
Al centro si trovava invece un grande fuoco centrale, indicato anche come il "focolare" dell'universo. Intorno a questo fuoco si muovevano la Terra e gli altri corpi celesti.
Questa concezione rappresentava un'importante rottura rispetto all'idea intuitiva di una Terra immobile collocata al centro dell'universo.
Non si trattava però di un sistema eliocentrico: la Terra non ruotava intorno al Sole, ma intorno al fuoco centrale, distinto dal Sole stesso.
Il modello di Filolao deve quindi essere compreso all'interno della cosmologia greca del V secolo a.C. e non come una formulazione anticipata dell'eliocentrismo moderno.
Il fuoco centrale
Il fuoco centrale costituiva il punto intorno al quale era organizzato l'intero cosmo.
Filolao lo definiva il "focolare" del mondo, utilizzando un'immagine che richiamava il focolare domestico posto simbolicamente al centro della casa.
Intorno a esso si disponevano e si muovevano i corpi celesti.
Il Sole, secondo questa concezione, non coincideva con il fuoco centrale. Faceva anch'esso parte del sistema cosmico e avrebbe ricevuto o trasmesso luce proveniente dal fuoco.
La cosmologia di Filolao combinava quindi osservazione della natura, ragionamento filosofico, rapporti matematici e alcuni elementi simbolici provenienti dalla tradizione religiosa greca.
La Terra in movimento
L'aspetto storicamente più importante della cosmologia di Filolao è probabilmente l'idea di una Terra in movimento.
La Terra cessava di essere il punto immobile attorno al quale ruotava tutto il resto dell'universo e diventava uno dei corpi appartenenti a un sistema cosmico più ampio.
Questo cambiamento di prospettiva rappresentò una delle concezioni astronomiche più innovative dell'antichità.
Non significa tuttavia che Filolao avesse anticipato Copernico nel senso moderno del termine. Nel suo sistema il centro era occupato dal fuoco centrale e non dal Sole.
La sua importanza consiste piuttosto nell'aver mostrato che era possibile costruire razionalmente un modello cosmologico nel quale la Terra non fosse immobile al centro del mondo.
La contro-Terra
La tradizione attribuisce al sistema cosmologico di Filolao anche l'esistenza di un altro corpo celeste, chiamato contro-Terra o Antichthon.
Questo corpo avrebbe orbitato anch'esso intorno al fuoco centrale.
La sua funzione esatta all'interno del sistema rimane discussa. Aristotele riferisce che i pitagorici introducevano la contro-Terra anche per completare il numero dei corpi celesti fino a dieci, numero al quale attribuivano una particolare perfezione.
Non è possibile ricostruire con assoluta certezza tutti i dettagli del modello astronomico di Filolao, ma esso rappresenta uno dei più interessanti tentativi presocratici di spiegare la struttura complessiva del cosmo.
Filolao e lo studio dell'uomo
Gli interessi di Filolao non si limitarono alla cosmologia.
Un frammento conservato distingue diverse facoltà degli esseri viventi e le associa a differenti parti del corpo.
La testa viene collegata all'intelletto, il cuore alla percezione e alle funzioni psichiche, l'ombelico alla crescita e gli organi genitali alla generazione.
Filolao distingue inoltre l'uomo dagli altri esseri viventi attraverso la capacità intellettuale.
Queste riflessioni mostrano alcuni punti di contatto con il pensiero di Alcmeone di Crotone, che aveva anch'egli attribuito alla testa e al cervello un ruolo fondamentale nella conoscenza.
Filolao e Platone
Filolao era conosciuto nell'ambiente filosofico ateniese.
Platone lo cita espressamente nel Fedone, dove Simmia e Cebete ricordano di aver ascoltato i suoi insegnamenti a Tebe.
Una tradizione successiva raccontò inoltre che Platone avrebbe acquistato un libro di Filolao durante il proprio viaggio nell'Italia meridionale e che ne avrebbe utilizzato alcune idee per la composizione del Timeo.
I particolari di questa storia non possono essere considerati certi. È però evidente che il pensiero di Filolao era conosciuto nell'epoca di Platone e che alcune delle questioni da lui affrontate entrarono nel più ampio dibattito filosofico del IV secolo a.C.
Anche Aristotele conobbe le teorie associate a Filolao e alla tradizione pitagorica e le discusse in diverse sue opere.
L'eredità di Filolao
Filolao occupa una posizione fondamentale nella storia del pitagorismo della Magna Grecia.
Con lui la tradizione pitagorica assunse una forma filosofica più chiaramente documentabile attraverso testi scritti. La sua riflessione mise in relazione numero, armonia, conoscenza e struttura della natura.
La teoria dei principi limitanti e illimitati offrì una spiegazione originale dell'ordine del mondo, mentre il modello del fuoco centrale introdusse una delle prime cosmologie greche nelle quali la Terra veniva considerata un corpo in movimento.
La sua figura testimonia ancora una volta il ruolo svolto dalle città greche dell'Italia meridionale nello sviluppo della filosofia e della ricerca sulla natura.
Da Crotone e dalla Magna Grecia, le idee elaborate dai filosofi pitagorici entrarono nel dibattito intellettuale del mondo greco e contribuirono alla formazione di alcuni dei grandi problemi della filosofia e della scienza occidentali.
Fonti
Stanford Encyclopedia of Philosophy, Philolaus.
Platone, Fedone.
Aristotele, Metafisica.
Aristotele, De caelo.
Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei filosofi illustri, libro VIII.
Diels H. – Kranz W., Die Fragmente der Vorsokratiker.
Huffman C. A., Philolaus of Croton: Pythagorean and Presocratic.
Timpanaro Cardini M., Pitagorici. Testimonianze e frammenti.
