Natura Violata di Tiberio GraccoLa galleria di Paestumanità si arricchisce di una nuova donazione e di un nuovo sostenitore: «Natura violata» di Tiberio Gracco (100 x 80 cm x 5 cm. Tecnica mista su tela). L’artista ha ritenuto di dare così una mano al progetto, non prima di aver raccolto il nostro invito a condividere il link al nostro sito nella pagina www.paestumsites.it.

 Qual è la sua impressione del sito archeologico di Paestum, dal momento che gestisce un sito web dedicato alla città antica?

La prima volta che ho visitato Paestum ero un bambino e sono stato colpito dalla maestosità dei templi, dalla luce e dai profumi. Oggi, come allora, l’architettura di questo splendido sito continua ad affascinarmi. Difficile esprimere a parole le sensazioni che provo di fronte ai templi, come è del resto indescrivibile l’emozione provata di fronte a qualsiasi opera d’arte. Le mie radici sono ben piantate in questa terra e da essa traggono i “nutrienti” necessari al mio lavoro d’artista.


Ho voluto dedicare un portale web a Paestum per condividere con il resto del mondo la magia del luogo, delle opere e anche per offrire semplicemente informazioni utili a chi volesse raggiungere la città di Paestum. Quando ho realizzato il sito c’erano poche informazioni sul web. Anche per Pompei e per il Vesuvio ho effettuato lo stesso tipo di lavoro.

Quale potrebbe essere, secondo lei, il rapporto tra antico e moderno nel contesto contemporaneo, anche ai fini della valorizzazione del nostro patrimonio culturale?

Lo stesso rapporto che c’è tra il frutto e la radice. Mi spiego: a mio parere, tutto quello che c’è di buono e di bello nel nostro paese trae origine e ispirazione dalle opere greche. Gli stessi romani riproducevano fedelmente le sculture realizzate dai grandi maestri della Grecia antica e, su quella impronta, hanno lavorato al nuovo. L’opera di De Chirico e di Savinio, per citare artisti noti a tutti, è un evidente frutto di questo stesso “albero”. Perdere i nuovi frutti che l’arte contemporanea offre sarebbe un vero peccato ed è per questo motivo che credo sia giusto valorizzare luoghi come Paestum o Pompei. Sarebbe utile, a mio parere, avere a Paestum un museo d’arte contemporanea che testimoni questo collegamento tra civiltà distanti nel tempo ma legate dalla stessa magica Luce.

Un’esperienza come quella pompeiana del Museo Gracco?

Il Museo Gracco, situato a pochi passi dalla Villa dei Misteri, famosa per i suoi splendidi affreschi, intende testimoniare l’importanza che l’antica pittura pompeiana ha avuto nell’evoluzione artistica contemporanea, offrendo ispirazione ad artisti come Picasso, Renoir, De Chirico e molti altri. Fondato da mio padre, il museo offre a turisti ed appassionati la possibilità di godere delle opere degli artisti contemporanei ospitati in collezione. Sì, anche a Paestum si potrebbe proporre un dialogo di questo tipo tra antico e contemporaneo e di fatto delle esperienze valide in passato già ci sono state.

Perché ha deciso di sostenere Paestumanità?

L’idea che sostenete è intelligente, sana e utile a tutta l’umanità. Perché non avrei dovuto sostenerla anche io?

Quali i motivi della scelta di “Natura violata” per Paestumanità?

“Natura Violata” è il titolo del quadro che ho donato, la più adatta, credo, a mostrare lo scempio e la violenza che può generare l’uomo in assenza di amore e cultura. L’opera, realizzata nel 2008, rappresenta una sirena con le mani legate di fronte al mare. In questo caso si tratta del tratto di mare che va da Castellammare di Stabia a Torre Annunziata e lo scoglio rappresentato è “Petra Herculis”, l’attuale scoglio di Rovigliano. Per intenderci, è il luogo dove sfocia il Sarno, fiume sacro per gli antichi pompeiani ed oggi tra i più inquinati d’Europa. Quella sera del 2008, mentre leggeva Kafka, durante quello che doveva essere un tour romantico, Sandra, una psicologa, fu stuprata da una banda di delinquenti. Sandra è la mia Sirena, una sirena con le mani legate ma con gli occhi aperti che ha trovato il coraggio e la forza di denunciare quelli che non posso più chiamare uomini. Così come Sandra, anche le donne e gli uomini di Paestumanità hanno gli occhi aperti, il coraggio e la forza di denunciare e di operare affinché il “Bello” sia salvaguardato e liberato dalle brutture contemporanee.

Maggiori informazioni su http://www.paestumanita.it

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